DEVI ANDAREDov’è andata? Si è trovata? SCARSO

Tanti sono i problemi presentati, ma il film non da risposte (personali, spirituali, rapporti umani). BUONO

Delicata e generosa elegìa del nichilismo. OTTIMO

Il regista, ad ogni nuovo film crea aspettativa. Questa volta si avventura in una storia ambiziosa e complessa. Come rappresentare nel cinema un percorso dell’anima? Il tentativo  è pregevole in un panorama cinematografico italiano non altrettanto coraggioso. Il risultato lascia dei dubbi ed incomprensioni perché non generico ma frutto di esperienze personali talvolta esclusive e quindi di difficile decodifica. Film a momenti documentaristico che non descrive a parole ma usando molto le immagini. La ricerca di senso continua…. BUONO

La pace e la serenità bisogna trovarla in se stessi senza andare fino in Amazzonia. SUFFICIENTE

Si riconcilia nella relazione con il bimbo; un inizio. BUONO

Bello e intenso il percorso di ricerca di guarigione dal dolore della protagonista che trova alla fine la gioia nel contatto spontaneo con l’amore gratuito di un bambino. MOLTO BUONO

Into the wild rivisitato da una diversa religione; la fine è la stessa. BUONO

Senza radici non si vola… DISCRETO

Un buon documentario. Film pesante e senza finale. DISCRETO

Soprattutto per il paesaggio, non sempre legato alla trama che ho trovato discontinua. Belli anche i primi piani dei visi. Impressionante e opprimente l’inquadrature delle “nuove case” dove sistemare gli emigrati della comunità. BUONO

I molti problemi connessi con l’evangelizzazione vengono solo sfiorati. Non viene proposta una soluzione, la protagonista vive quasi in un incubo e non riesce a trovare un riscatto. E’ un peso che grava su tutto il film. E’ alla continua ricerca di se stessa e solo nella scena finale si accenna ad una possibile soluzione alla sua incompiutezza, trovando un bambino che però non resterà con lei. Quindi solo indicando la strada che dovrà percorrere. Ben studiati i contrasti delle scene che compongono un mosaico della vita brasiliana e di quella della famiglia in Italia e nel convento. Decisamente una perla la toccante preghiera della ragazza brasiliana sul letto di morte della nonna piena della sensibilità e della naturalezza delle popolazioni indigene. MOLTO BUONO

UN GIORNO DEVI ANDAREultima modifica: 2014-04-13T18:45:07+00:00da gdocinema
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One Thought on “UN GIORNO DEVI ANDARE

  1. Solo il giorno dopo la visione del film mi sono resa conto dei tanti spunti interessanti proposti. Al primo momento avevo poca chiarezza e non riuscivo a focalizzare. Lo ritengo ora un film molto interessante e anche un po’ inquietante per il tema scottante di una gioventù problematica figlia della nostra società e di una visione del mondo dove di nuovo la nostra società è fonte di corruzione e compravendite che esporta anche in altri continenti essendo schiava del dio denaro. Nello specifico mi ha colpito la ricerca ostinata di senso della protagonista che non si arrende mai perché senza senso non si può vivere ma anche ricerca infinita perché per ferite infantili il senso interiore non c’è e lei può solo vivere temporaneamente il senso di chi il senso ce l’ha dentro e lo vive specchiandosi in essi, infatti nei bellissimi fotogrammi, simbolicamente abbondano i riflessi, specchi affascinanti dove il cielo si confonde nell’acqua. Le ferite infantili vengono da un rapporto di rifiuto della nonna verso la madre e da un’assenza di dialogo tra la madre e la protagonista. La comunità di povera gente nelle favelas brasiliane è, nonostante l’estrema povertà, piena di comunione, gioia, affetti, emozioni, condivisioni, ma arriva con la speculazione edilizia, la corruzione e l’inganno che la nostra società dei consumi ha esportato e tutto finisce, diventano anch’essi come noi, privi del senso della vita, divisi e senza più identità e radici. Troverà la nostra giovane donna il senso che disperatamente cerca? Il film non lo dice, la ricerca sembra senza fine, ma, spes ultima dea! Un film bellissimo e amaro che una volta di più ci fa riflettere sul nostro mondo e sul futuro dei nostri giovani, un film drammatico e poetico che addita i nostri peccati, che ce li fa detestare per la compassione che suscita in noi la protagonista, ci interroga su che cosa potremmo fare per costruire un mondo migliore e ci fa pregare Dio perché abbia misericordia di questa irresponsabile e autodistruttrice umanità. Ancora una volta grazie per il dono di queste opere d’arte e della vostra accurata selezione che ci evita le superficiali banalità.

    Cordialmente Graziella

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