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Molto umano, fatto molto bene. MOLTO BUONO

Drammatico. Quando si è responsabili dei vite altrui alle volte sembra di non aver fatto abbastanza, ma possiamo fare solo ciò che è umanamente possibile fare. MOLTO BUONO

Si valorizza un eroe umile e questo è molto importante, la nostra società non deve dimenticare, ma imparare, ricordare tramandare azioni e uomini come questi; non fantasy ma realmente esistiti tra di noi. E il film valorizza l’evento. OTTIMO

Eccezionale la ricostruzione con una suspense ben dosata in crescendo fino alla fine. Ottimi flash back direi scanditi perfettamente al momento opportuno. OTTIMO

Buon film, un po’ troppo celebrativo del grande spirito di squadra americano. BUONO

Premetto che il film mi è piaciuto e che ritengo Eastwood molto bravo come regista. Il film, però, nonostante tratti di un fatto realmente accaduto (e del quale tutti hanno memoria), lo rielabora in maniera da sostenere la tesi del regista che vuole celebrare l’eroismo di cui sono capaci anche gli uomini normali in situazioni eccezionali. Per fare questo, Eastwood separa nettamente il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. Egli deve trovare un’antitesi  all’altezza dell’eroe Sullimberg e degli eroici soccorritori, nonché della enorme gratitudine  e ammirazione dei salvati e dell’intera popolazione.  Eastwood trova questa antitesi nella commissione di inchiesta che, quindi, viene dipinta a tinte forti come stupida e ottusa; non a caso, egli si è guardato bene dall’interpellare i relativi componenti, diversamente di quanto ha fatto con tutti coloro che in qualche modo sono stati coinvolti nella vicenda. Pertanto, il film scende necessariamente nella retorica, in senso letterale; Sully, inoltre, è un uomo solo apparentemente normale, ma è del tutto eccezionale per quanto concerne freddezza e lucidità, oltreché capacità tecnica e professionale, nel valutare le situazioni in condizioni di fortissimo stress.

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Film confezionato con maestria dall’abbinata Spielberg/Coen che da risalto ad un personaggio storico esempio di diplomazia. Il film tralascia invece un giudizio storico sui governi americani e servizi segreti dell’epoca (e di oggi) dandone un’immagine edulcorata. MOLTO BUONO

Splendido film. La narrazione è veloce senza sbavature sentimentali. OTTIMO

Il protagonista è una grande figura morale, un eroe che mette in primo piano il rispetto dell’uomo e rischia tutto per questo. Essendo una storia vera è un grande esempio. Grande film edificante! OTTIMO

La guerra la fanno i ricchi, i popoli si amano. OTTIMO

Ottimo, splendidamente girato e recitato. Spielberg è un genio, Tom Hanks perfetto. OTTIMO

Film bellissimo. Sembra una favola ma accaduta realmente. Ce ne fossero anche da noi questi avvocati “normali” in certi periodi bui del nostro paese specialmente sul confine orientale. OTTIMO

Ottima recitazione, ottima regia; difficile credere che ai giorni nostri integrità e correttezza professionale al servizio dei poteri forti possano prevalere sugli interessi nazionali che possono richiedere il sacrificio di vite umane innocenti o comunque senza responsabilità dirette. OTTIMO

Attuale per il tema: sicurezza vs diritti. OTTIMO

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Demenziale. PESSIMO

Divertente, ironico e ambientato in una Napoli surreale. Vengono affrontate tante, forse troppe, problematiche comuni a tutta Italia. BUONO

Oltre che divertente anche profondo. Ho trovato un ritmo godibile serrato con diversi generi all’interno. Un’ottima opera prima. Non facile nell’affrontare il tema del disagio e di Napoli usando leggerezza e profondità. OTTIMO

Molto suggestivo bene raccontato e divertente. OTTIMO

 Un film senza né capo né coda. PESSIMO

 Demenziale! PESSIMO

Il film ambientato al sud più divertente di quanti hanno popolato i cinema recentemente. Saper e riuscire a far ridere nelle tragedie di un paese, il nostro, è un grande valore. Grande regista! A maggior ragione per la scarsità di mezzi. OTTIMO

Incomprensibile, inconcludente; non parla di Napoli, non parla di interculturalità, è pieno di luoghi comuni, legittima la mafia e non fa ridere. E’ il film più brutto che il Cineforum abbia mai presentato. PESSIMO

 Si tratta di un’opera prima dalla direzione molto discutibile, un tentativo di usare un linguaggio apparentemente innovativo, in realtà fondato sui luoghi comuni. SCARSO

Finalmente  una commedia intelligente. Molto rara. Molto bravi coloro che con poco hanno saputo rendere la vita molto problematica della città di Napoli.   MOLTO BUONO

Film simpatico, interessante nel suo aspetto onirico surreale. Forse un limite è proprio la pretesa di voler presentare troppi aspetti, troppe problematiche che rischiano di rimanere superficiali nel loro essere trattate. DISCRETO

La regista porta un suo libero punto di vista artistico. Ognuno che dia una visione di questa città può essere biasimato perché difficilmente coglierà le mille sfaccettature. La regista sceglie la strada dell’onirico surreale quasi grottesco non per nascondere od omettere ma per lasciare spazio a chi voglia di coglierne quello che sta fra le righe. Degrado sociale, criminalità sistematica fanno sicuramente parte di una città come Napoli e c’è poco da scherzare, ma la libertà di sognare non va tolta. E’ anche questo il compito del cinema. MOLTO BUONO

Commedia garbata anche se con una storia un po’ fragile. DISCRETO

Ha ben rappresentato, in modo allegro, la triste realtà concludendo anche con la morale della favola. MOLTO BUONO

 Presentazione divertente e leggera di problemi reali e pesanti. MOLTO BUONO

 

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Prima parte veramente claustrofobica. Colpisce come la madre ha “educato” il figlio durante la prigionia. BUONO

Una bella storia trattata con delicatezza. Poco evidenziata la difficoltà di reinserimento nella vita reale dei due protagonisti.  Giustamente proposta l’invadenza di stampa e TV che con il pretesto del diritto/dovere di informazione usano un tipo di violenza forse grave come quella fisica subita. Film femminista: il padre è un farabutto, il nonno si rifiuta di instaurare un buon rapporto, il poliziotto non risolve il problema dell’indagine/ricerca. Forse anche il cagnolino è femmina. MOLTO BUONO

Molto sensibile e profondo. MOLTO BUONO

Estremamente crudo. MOLTO BUONO

Il film, in alcuni passaggi ad alto contenuto emozionale, racconta con toni contenuti una vicenda drammatica con risvolti ben più complessi e gravi. La coppia di attori madre e figlio  sono molto affiatati ed il risultato è una metafora sulla rinascita ma probabilmente anche sulla libertà che va assaporata un po’ alla volta. MOLTOBUONO

Film molto bello in cui si intrecciano vari aspetti su cui riflettere. La storia è terribile. MOLTO BUONO

Film scioccante, ma purtroppo queste cose succedono veramente. I mostri vivono ancora. OTTIMO

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Devo dire che per me il film è diventato scorrevole solo nel finale quando lui ha raggiunto la ragazza in ospedale portando i fiori del ballo. SCARSO

Non l’ho trovato per niente divertente. DISCRETO

Film che all’inizio pare cretino ma poi diventa poetico. Belle le riprese dall’alto o dal basso e il montaggio così rapido. DISCRETO

Ragazzo succube della madre, immaturo che non accetta la morte;  la nega. Ma dopo la morte è come se fosse maturato improvvisamente. DISCRETO

Per poterlo commentare sarebbe necessario vederlo più di una volta. BUONO

Una bella lezione di vita per molti giovani; molto belle le scene e i colori. BUONO

Pur nella drammaticità, il film è ironico: pieno di buoni sentimenti. Può essere molto utile farlo vedere ai giovani. BUONO

PS: Per me va bene vedere la presentazione di nuovi film

Riesce a trattare un argomento complesso in modo delicato e con la giusta ironia. MOLTO BUONO

Momento di crescita personale. Divertente, ma terribilmente serio. MOLTO BUONO

Apparentemente scontato, il film riesce a raccontare con delicatezza un’amicizia autentica che cresce progressivamente e resta oltre la morte. MOLTO BUONO

Bello e commovente con la problematica della morte. MOLTO BUONO

Fresco e spontaneo espressione di un’età giovanile dove i due protagonisti rivelano la loro bontà essenziale nascosta nell’ animo. Attraverso l’esperienza della morte si valorizza la vita nello sviluppo della sua peculiare umanità. Anche nelle tecniche espressive geniali messaggi di speranza nel futuro dell’umanità. OTTIMO

Film unico e geniale, aiuta ad entrare, vivere  e contaminarsi in un mondo giovanile. Attori giovani bravissimi. L’attesa della morte può aiutare a vivere. OTTIMO

Uno dei film più belli visti al Cineforum. OTTIMO

Film fuori dai canoni, a tratti irriverente che tralascia le maschere di circostanza, seppur necessarie, per usare un linguaggio schietto e diretto. MOLTO BUONO

 

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Bei sentimenti, generosità; speriamo che la realtà sia così! BUONO

Il finale solleva un film a tratti un po’ noioso e non tanto stimolante. Ma almeno la morale di fondo è buona come l’animo dei protagonisti. BUONO

Buon film realizzato con pochi mezzi economici. BUONO

Recitazione molto spontanea incentrata sui sentimenti sinceri  bene espressi. Montaggio che denuncia qualche carenza probabilmente dovuta alla mancanza di nomi importanti del “grande cinema” e dei finanziamenti conseguenti. MOLTO BUONO

Mi ha colpito la spontaneità dei protagonisti, nonostante tutto. Film realizzato con un costo veramente misero che fa riflettere sulla situazione attuale. OTTIMO

Forse il film dal punto di vista cinematografico non è impeccabile con un montaggio spezzettato (volutamente?) ma sicuramente gradevole e con interpretazioni ricche di spontaneità. Il messaggio che ne rimane, seppur semplificato, è positivo e tutto sommato induce a speranza. MOLTO BUONO

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Molto bella la figura del padre che non sapeva neanche scrivere ma voleva che le figlie studiassero. MOLTO BUONO

Film molto toccante e coinvolgente. MOLTO BUONO

Film africano di buona fattura anche dal punto di vista cinematografico ad eccezione di alcuni passaggi. Tema trattato con uno stile classico che rende merito al grande impegno delle associazioni a tutela dei più deboli. MOLTO BUONO

Storia di emancipazione e di coraggio tutto al femminile ambientata in un mondo molto al maschile.

Tematica impegnativa trattata in modo delicato anche se ingenuo. La nostra società dovrebbe essere più avanzata; ma sicuro che l’Africa è così lontana? DISCRETO

Molto istruttivo perché riporta a fatti reali se li confrontiamo con la nostra realtà. La loro società “primitiva” è molto più capace di cambiamento della nostra. Bella lezione! OTTIMO

Molto efficace e coinvolgente. Dimostra come lo sviluppo culturale è sempre lento… E’ molto più veloce il regredire. Però è sempre possibile ricominciare. OTTIMO

Bel film che ci racconta la cultura dell’Africa con momenti intensi nei rapporti fra donne per il trionfo della giustizia. OTTIMO

Dall’Uomo di Neanderthal ai giorni nostri la Comunità umana si è data delle regole e sviluppato delle tradizioni derivanti dalla necessità di adattarsi e di sopravvivere nelle più diverse condizioni ambientali. Nel corso dei millenni siamo giunti all’elaborazione di Leggi, Regolamenti, Consuetudini sempre più elaborate e complicate spesso in contrasto con le usanze tradizionali precedenti e ritenute inderogabili, per  cui il necessario periodo di adattamento richiede tuttora un certo periodo di transizione e mediazione. Nelle Comunità meno evolute, con ordinamenti fondati sulla tradizione, che l’uomo abbia maggior potere della/sulla donna sembra essere del tutto naturale. Fino a non molto tempo fa in Italia esisteva il “delitto d’onore” e recentemente un ragazzo ha dato fuoco alla sua giovane fidanzata, la quale lo ha difeso chiedendo che non gli venisse fatto alcun male e confermando il suo amore per lui. Quasi quotidianamente viene data notizia del compimento di un “femminicidio” in Italia, Nazione non di certo con organizzazione tribale. Allora mi viene da pensare che sia purtroppo un’utopia (come il voler far scomparire la Guerra dalla faccia della Terra) sperare che attraverso l’educazione, l’istruzione, i provvedimenti di Legge o altro, si possa eliminare dalle Comunità umane che popolano la Terra questo insano potere che il maschio esercita sulla femmina, ormai rassegnato che quelli che si configurano come odiosi delitti siano una manifestazione inevitabile della stessa natura umana, una programmazione genetica ineludibile. OTTIMO

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Molto bello, sotto le risate si riesce a riflettere su molti temi importanti. OTTIMO

Simpatico, piacevole; tratta temi importanti con leggerezza! MOLTO BUONO

Divertente e profondo. BUONO

Molto belle le scene dei paesaggi. Fa pensare sul mettersi in gioco senza pregiudizi. MOLTO BUONO

Per quanto surreale bella rappresentazione dei diversi aspetti con cui gli italiani affrontano relazioni e rapporti sociali, di lavoro, sentimentali e familiari, rivalutando anche quelli che hanno una parvenza negativa. MOLTO BUONO

Film non del tutto banale, ma i temi sono trattati in modo superficiale, confuso, pieno di luoghi comuni. Ogni tanto si ride e non è volgare, ma non basta per fare un buon film. SCARSO

Dopo una ovvia premessa che si tratta di un film comico è utile soffermarsi su quello che resta alla fine. Ridere di se stessi forse ci aiuta a conoscerci meglio. Aldilà dei luoghi comuni utilizzati, il film spiazza piacevolmente, dapprima portandoti da una parte per poi bruscamente sterzare da un’altra facendo partire la risata e allo stesso tempo riflettere su certe pochezze umane a cui pochi un po’ tutti incorriamo. L’italiano fa brutta figura ma è al contempo capace di scelte generose che lo redimono e ne esaltano le sue capacità. MOLTO BUONO

Cultura non è pesantezza. Non ci si deve vergognare di sorridere. OTTIMO

Molto realistico! OTTIMO

La prima volta che l’ho visto ci avrei dato 4 stelle, preferendogli Sole a catinelle, ma alla seconda volta il giudizio è migliorato. Le ragioni sono semplicemente 2: pur ricordando buona parte delle gag e aspettandomele, non ho potuto fare a meno di sganasciarmi di nuovo, e tanto; inoltre, liberato dall’attenzione per la trama che già conoscevo, ho potuto notare e apprezzare tante sottigliezze di regia che mi erano sfuggite: la cover con la foto della mamma sul telefonino, la sigla della domenica sportiva usata per la scena al centro d’accoglienza dove il nostro sceglie gli immigrati da far entrare nel nostro paese in base all’abilità calcistica… Il film tratta tematiche importanti in modo leggero. Mi piace ricordare a proposito, anche se erano suggerimenti per la letteratura e non per il cinema, le prime due qualità esposte da Italo Calvino nelle sue “Lezioni Americane”: la leggerezza e la brevità. Leggerezza non significa banalizzare, ma trattare senza pesantezza temi importanti, sfrondando il linguaggio e la rappresentazione da pesi eccessivi che finiscono per renderlo meno scorrevole e soprattutto fruibile. La brevità poi, trattandosi in questo caso di cinema, attiene al taglio delle scene, alla qualità del montaggio, alla cura dei particolari e alla perfetta macchina narrativa che alterna sapientemente sequenze descrittive a irresistibili gag. Chi ama Zalone troverà nel film il marchio inconfondibile del suo stile e della sua comicità: quando cioè si crede di aver capito ciò che sta per dire, lui invece svolta verso un esito inatteso, originale e per questo comicissimo. Un esempio di tale procedimento in questo film è la sequenza dove, dopo una lunga forzata separazione dalla compagna, il protagonista lascia intendere che ha conservato il suo numero salvo poi, quando parte la telefonata, scoprire che il numero a cui si riferiva non è quello di lei, ma quello del cacciatore che gli procurava le quaglie di cui il nostro è ghiottissimo. Naturalmente a parole non rende, bisogna proprio vederlo. Uno dei temi principali del film è il lavoro e la demolizione, almeno così si è voluto vedere, del vecchio obsoleto mito del “posto fisso” e del relativo modo clientelare della politica di utilizzare il pubblico impiego nella “prima repubblica”. In verità Zalone evidenzia sia le pecche riconoscibili del vecchio sistema, sia quelle altrettanto evidenti del nuovo: soprattutto la precarietà, l’incertezza e lo sballottamento del lavoratore anche volitivo e capace, come lo è Valeria, la compagna del protagonista del film. Alla fine, mi pare di poter concludere, gli sprechi e i favoritismi del vecchio sistema sono inaccettabili, ma non per questo va disconosciuto il valore di un pubblico impiego efficiente che possa dare stabile occupazione e fornire servizi validi a prezzi di mercato.

 

 

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Soggetto poco prossimo alla nostra realtà ma tratta in modo esauriente il problema morale di difendere l’ambiente e le attività economiche/industriali che ne determinano il degrado. Un dilemma mai risolto, che i metodi “democratici” hanno difficoltà a gestire o comunque ad indirizzare le scelte che soddisfino le esigenze con interessi contrastanti. L’uso dei metodi violenti certamente non è la migliore soluzione. MOLTO BUONO

Terrorismo o totale disinteresse: modi estremi per approcciarsi ai gravi problemi etici e morali. La protagonista “sembra” alla fine trovare un equilibrio. Se da un lato non possono essere assolti i militanti per le loro azioni violente dall’altro una posizione di apatia nei confronti dei temi trattati   è comunque dannosa per la comunità. MOLTO BUONO

Molto pesante. BUONO

Interessante, inquietante, con molte chiavi di lettura. Ma nessuno ne esce vittorioso. MOLTO BUONO

Avvincente e profondo allo stesso tempo. MOLTO BUONO